sabato 15 luglio 2017

Quanto costano le ferie di colf e badanti?

Siamo a luglio inoltrato, tutti pensiamo alle ferie, comprese colf e badanti. Se avete assunto un lavoratore domestico sicuramente in questo periodo starete "contrattando" il periodo di ferie. Ma il costo delle "vacanze della badante" qual è?

La retribuzione delle ferie dipende dal contratto che avete sottoscritto con il lavoratore domestico (colf, badante, babysitter, giardiniere, governante, cuoco, etc.):
  • i lavoratori domestici con retribuzione mensile percepiscono la normale retribuzione;
  • i lavoratori con retribuzione ad ore percepiscono una retribuzione pari a 1/6 dell’orario settimanale per ogni giorno di ferie.
Come ci si comporta in caso di colf e badanti che usufruiscono di vitto e alloggio? Per quanto riguarda questa categoria di lavoratori, durante le ferie, riceveranno un compenso sostitutivo convenzionale.

Alcuni consigli utili!
Per gestire al meglio le ferie dei lavoratori ricordate sempre che:
  • nel computo della fruizione delle ferie sono escluse domeniche e festività;
  • le ferie non interrompono la maturazione degli istituti contrattuali;
  • le ferie non possono essere godute durante il periodo di preavviso, licenziamento, malattia o infortunio;
  • l’indennità di compenso per ferie non godute è lecita soltanto in caso di risoluzione del rapporto di lavoro.

lunedì 10 luglio 2017

Come funziona il libretto famiglia?

Dal libretto delle giustificazioni al libretto degli assegni si arriva al libretto della famiglia. Tutti conosciamo il libretto delle giustificazioni con cui i genitori comunicano ai docenti i motivi delle assenze del proprio figlio o figlia e tutti conosciamo il libretto degli assegni, un carnet di 10 o 20 assegni, usato come strumento di pagamento sostitutivo del denaro. A partire da oggi, 10 luglio, esiste anche il Libretto famiglia per chi ha bisogno di lavoratori domestici (colf, badanti, baby-sitter, giardinieri, etc.)

Cos'è il libretto famiglia?
Questo sconosciuto che entra nelle case italiane è stato progettato come strumento sostitutivo dei voucher per retribuire il lavoro accessorio. Il nuovo strumento è operativo dal 10 luglio e prestatori ed utilizzatori possono iscriversi sulla piattaforma dell'Inps.

Come indicato dall'Inps, gli utilizzatori possono acquisire prestazioni di lavoro attraverso il libretto famiglia, composto da titoli di pagamento, il cui valore nominale è fissato in 10 euro (importo per un'ora di lavoro: € 8 al lavoratore e € 2 per pagare contributi Inps e Inail).

A chi è rivolto?
Il libretto famiglia è dedicato a tutte le persone fisiche che non esercitano attività professionale o d’impresa.

C'è un tetto massimo?
Ogni utilizzatore può usare il libretto famiglia per un massimo di 5.000 euro l'anno (per più prestatori).
Ogni lavoratore può incassare al massimo 5.000 euro. 

Come avviene il pagamento?
Il pagamento del libretto di famiglia può essere effettuato attraverso il sito web Inps,  presso gli uffici postali dislocati sul territorio oppure usando il modello di versamento F24.

Comunicazioni all'Inps
L'Inps deve essere sempre informata dell'uso del libretto famiglia:
  • l'uso delle prestazioni deve essere comunicato entro il terzo giorno del mese successivo (se la colf ha lavorato due ore il 3 luglio, dovrete avvisare l'Inps entro il 3 agosto).
  • il pagamento avverrà il 15 del mese successivo (se la badante ha lavorato 4 ore il 5 luglio, sarà pagata entro il 15 agosto).


Vi ricordiamo che non è possibile fare ricorso a prestazioni di lavoro occasionali da parte di lavoratori con i quali l’utilizzatore abbia in corso, o abbia avuto negli ultimi sei mesi, un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.




martedì 4 luglio 2017

Contributi INPS in scadenza...RICORDATEVI della CASSA COLF

Il 10 luglio scadono i contributi Inps per i lavoratori domestici del secondo trimestre 2017 (aprile-giugno). I datori di lavoro domestico devono consegnare i MAV inviati dall’INPS o elaborati sul sito INPS, con il proprio codice PIN, per effettuare il versamento.Vi ricordo le modalità di pagamento:
  • il versamento attraverso il Contact Center (numero verde gratuito 803164, pagamento con carta di credito);
  • il circuito “Reti Amiche”(tabaccherie che espongono il logo “Servizi Inps”, sportelli bancari di Unicredit Spa);
  • il sito Internet www.inps.it nella sezione “Servizi Online/Per tipologia di utente/ Cittadino/Pagamento contributi lavoratori domestici” (pagamento con carta di credito);

Il bollettino Mav inviato dall’Inps o generato attraverso il sito Internet www.inps.it (sezione “Servizi Online/Per tipologia di utente/Cittadino/Pagamento contributi lavoratori domestici), pagabile presso banche e uffici postali.


RICORDATEVI di inserire nel pagamento la CASSA COLF!!L'applicazione del CCNL comporta l'obbligo dell'iscrizione dei dipendenti e dei datori di lavoro alla CAS.SA.COLF, nonché del versamento dei contributi di assistenza contrattuale a carico del datore di lavoro e del lavoratore nella misura minima oraria complessiva di € 0,03 come stabilito dal CCNL, dei quali € 0,01 a carico del lavoratore. Il versamento dei contributi è effettuato dal datore di lavoro tramite i MAV utilizzati per i bollettini previdenziali.
  


martedì 27 giugno 2017

INPS: diminuite colf e badanti contribuenti in Italia

Le consuete statistiche INPS annuali sul lavoro domestico non sono ancora state pubblicate ma il direttore centrale per il Sostegno alla non autosufficienza, invalidità civile e altre prestazioni dell’Inps, Rocco Lauria, ha anticipato alcuni dati.
Secondo i nuovi dati i lavoratori domestici contribuenti sono diminuiti del 3,2%, sarebbero stati infatti 886.747 i lavoratori domestici iscritti all’Inps nel 2016. La diminuzione sembrerebbe riguardare soprattutto colf e badanti straniere che scendono al 75% dei lavoratori assunti con regolare contratto mentre aumenta ancora la quota di italiani occupati nella categoria: +1%.

mercoledì 21 giugno 2017

Il lavoro domestico raccontato al Convegno di DOMINA

Un evento a 360° sul settore del Lavoro Domestico quello organizzato oggi da DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, al Tempio di Adriano a Roma.
Un Convegno dal respiro internazionale con tanto di intervento dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), rappresentata dal Funzionario Claire Hobden del Dipartimento del Lavoro Domestico ILO/ONU.
Negli ultimi anni il lavoro domestico in Italia e in Europa ha acquisito sempre maggior rilevanza, facendo fronte sia all’invecchiamento demografico sia alla crescente partecipazione delle donne al mercato del lavoro. "Impossibile non analizzare il peso di un settore così rilevante - ha commentato Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA - che coinvolge contemporaneamente tutte le generazioni (genitori, nonni, figli)". La Ricerca è stata presentata dall'Avvocato Massimo De Luca, responsabile scientifico del progetto. I relatori del Convegno hanno sottolineato come con il progressivo calo della spesa pubblica per l’assistenza, le famiglie si trovano ad essere il fulcro del sistema nazionale di welfare, con più responsabilità che benefici.
E' questo il quadro emerso oggi dalla ricerca DOMINA, realizzata in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa. Chiara Tronchin ed Enrico Di Pasquale (ricercatori della Fondazione) hanno presentato i dati salienti della ricerca.  Tra i relatori la Dottoressa Sabbadini (Ricercatrice ISTAT) ha evidenziato la difficoltà nella reperibilità dei dati nel settore, il Professor Dalla Zuanna ha affrontato l'aspetto legato alle variazioni dei flussi migratori commentando le ricadute sul lavoro domestico e l'esigenza di una revisione globale del settore. 

Questi i titoli dei primi 4 dossier della Ricerca DOMINA
Dossier 1. Profilo del datore di lavoro domestico.
Dossier 2. Il CCNL del lavoro domestico risponde alle esigenze delle famiglie?
Dossier 3. Le famiglie datori di lavoro come agenti del cambiamento.
Dossier 4. Le politiche sul lavoro domestico alla luce della Convenzione ILO n. 189/2011: situazione italiana e confronto internazionale.

Potete scaricare i dossier DOMINA nella sezione Pubblicazioni del sito dell'Associazione.

giovedì 15 giugno 2017

La giornata del lavoro domestico

Domani 16 giugno si celebra la Giornata Internazionale del Lavoro Domestico. In questa data, nel 2011, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro approvava la Convenzione n.189 sulle lavoratrici e i lavoratori domestici, da allora ogni anno la ricorrenza è motivo di incontri e conferenze sul tema del lavoro domestico in tutto il mondo.
Anche in Italia ci sono conferenze che affrontano le problematiche legate al lavoro domestico. Quest anno segnaliamo tre eventi principali:
  • Il simposio DomEQUAL (progetto di ricerca che si occupa di diritti delle lavoratrici e dei lavoratori domestici nel mondo) che si terrà il 15 e 16 giugno 2017 a Venezia. 
  • Il Convegno delle Acli Colf in collaborazione con Caritas International dal titolo “Colf e badanti: il lavoro dignitoso inizia in casa” che si terrà il 16 giugno a Roma.
  • Il Convegno dell'Associazione DOMINA dal titolo "Il valore del lavoro domestico. Il ruolo economico e sociale delle famiglie datori di lavoro" che si terrà il 21 giugno al Tempio di Adriano a Roma.


mercoledì 14 giugno 2017

Colf e badanti, come evitare un addio da incubo - articolo di Sonia Montrella - Agenzia AGI

..pubblico con piacere l'intervista avuta con la giornalista Sonia Montrella.

Sono i nuovi “angeli del focolare”, cucinano, puliscono e si occupano di anziani o malati non più autosufficienti: colf e badanti sono talmente indispensabili che gli italiani spendono 7 miliardi all’anno per il loro prezioso aiuto, senza contare il sommerso che ha numeri altrettanto importanti. Ma quando il rapporto di lavoro si interrompe, quegli angeli si possono trasformare in autentici 'demoni' per chi si ritrova a far fronte a richieste più o meno fondate di pagamenti di arretrati e straordinari. Sempre più spesso, infatti, la lavoratrice mandata via si rivolge al patronato e spuntano conteggi di ferie non usufruite, ore di lavoro non pagate e tredicesime saltate, anche se il datore di lavoro era convinto di essere pienamente in regola dopo che per anni aveva versato regolarmente i contributi e corrisposto puntualmente lo stipendio concordato.
Come fare, allora, per prevenire le vertenze ed evitare di dover sborsare migliaia di euro? Lo abbiamo chiesto a Massimo De Luca, legale di Domina - Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro  che suggerisce di "Indossare i panni dell'imprenditore, acquisire competenze da commercialista - o affidarsi a un esperto -, tracciare tutti i pagamenti e instaurare un rapporto basato sulla fiducia".

La badante/parrucchiera che chiedeva 128mila euro

Oltre128mila euro: è la cifra da capogiro che si è sentito chiedere il mese scorso un romano trascinato in tribunale dall’ ex colf e badante di sua madre, malata di Alzheimer. La donna, una cittadina dell’Est Europa, sosteneva di aver lavorato prima in nero e poi di essere stata inquadrata in modo non corretto e chiedeva 128mila euro di risarcimento. 
Un caso di abuso di potere? Niente affatto, racconta all’Agi De Luca, che ha difeso l’imputato. “La signora è stata assunta come colf fino al 2013, questo perché dalle 8 alle 17 la madre del mio assistito era al centro malati di Alzheimer di Roma. Dalle 17 in poi invece, era lui stesso a occuparsene. Nel 2013 le cose sono cambiate, lui è andato via di casa e ha stipulato un nuovo contratto con la signora, questa volta inquadrandola come badante. Considerando le nove ore che la persona assistita trascorreva al centro Alzheimer, la badante lavorava due ore al giorno. Indagando si è scoperto, inoltre, che quando era sola in casa la signora ‘arrotondava’ tagliando i capelli ai suoi connazionali”. La causa si è conclusa con un’ammenda di 5.000 euro da pagare alla signora “perché il datore di lavoro l’aveva registrata come badante a persona autosufficiente anziché non autosufficiente”.

Il datore di lavoro non è un imprenditore

La causa di De Luca è un’eccezione e nella maggior parte dei casi le sentenze si concludono a favore del lavoratore e possono essere anche molto salate. ‘Colpa’ della disinformazione – o superficialità - del datore di lavoro, ma anche di un sistema burocratico che considera chi assume quasi un imprenditore in grado di districarsi tra contributi, casse previdenziali, permessi, ferie, malattia e buste paga.
Un milione di colf e badanti
Il problema riguarda circa un milione di persone, ma la tendenza è al rialzo a causa soprattutto dell’invecchiamento della popolazione con almeno 75 anni, che ad oggi rappresenta l’11% del totale. E secondo i dati Inps, da qui al 2030 l’Italia avrà bisogno del 25% di badanti in più. Nel 2015 risultavano assunti 886.125 di lavoratori domestici, con un volume di spesa a carico delle famiglie di circa 7 miliardi di euro l’anno, di cui 947 milioni versati allo Stato e 416 milioni in Tfr.  E seppure nell’ultimo anno si sia registrato un lieve calo (-2,3%) il numero complessivo è cresciuto del 42% dal 2007.  

Chi sono e da dove vengono i lavoratori domestici

Quello dei lavoratori domestici è un esercito guidato per lo più da donne – sono l’87% -, impegnate per il 42,4% come badanti e per il 57,6% come colf. Secondo il rapporto della Fondazione Moressa “Osservatorio sui lavoratori domestici”, basato sui dati “Inps”, “Istat” e “Domina - Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico”, il 60% delle lavoratrici ha tra i 40 e i 60 anni.

Da dove vengono:
  • il 60,5 arriva dall’Europa dell’Est (soprattutto dalla Romania)
  • il 17,1 dall’Italia
  •  il 9,1 dall’Ucraina
  • il 6,6% dalle Filippine
  • il 6,2% dalla Moldavia

Va considerato che negli ultimi anni è cresciuta la percentuale di lavoratrici domestiche italiane, soprattutto a causa della crisi che vede le donne entrare o rientrare nel mercato (nel 2008 erano il 9%, nel 2015 il 19%). Di pari passo è scesa, invece, del 14% rispetto al 2008 la percentuale delle donne dell’Est.
La metà delle colf e badanti lavora al Nord, ma con cospicua presenza anche a Centro e Sud, dove il lavoro domestico va a sostituire soprattutto le carenze dei servizi assistenziali e sanitari.
Infine, i lavoratori conviventi rappresentano il 35% del totale, di cui solo il 10% è rappresentato da italiani. Il motivo è dovuto al fatto che è molto più probabile che abbiano una famiglia o una casa rispetto agli stranieri.

Come funziona il contratto collettivo

Il contratto collettivo che regola il lavoro di colf e badanti “è il quarto più usato in Italia, e coinvolge 2 milioni di soggetti tra datori di lavoro e lavoratori”, spiega De Luca. “L’ingresso nel mondo del lavoro avviene per passaparola, per rescindere un contratto basta un preavviso di 15 giorni e, per legge, il rapporto può essere stipulato anche verbalmente”. Tuttavia, avverte l’avvocato, “è sempre meglio regolarizzare il lavoratore, per una questione di civiltà ma anche - egoisticamente – di tutele”. Eppure in Italia il 50% di colf e badanti lavora ancora in nero e “nel milione di contratti regolari, una buona percentuale è grigia per via di sconfinamenti in varie categorie, ore di straordinario non retribuite”. Con il risultato che “la maggior parte dei rapporti di lavoro si chiude con una vertenza da parte dei lavoratori i quali, una volta ottenuta la liquidazione, presentano una richiesta di differenza retributiva. Chi ha buste paga, contratti e prove, ha tutti gli elementi per difendersi”.

Privacy, costi e tempo libero, ecco i fattori che rovinano i rapporti (di lavoro)

I datori di lavoro soffrono per la condivisione forzata degli spazi, i lavoratori per la mancanza di tempo libero a discapito della vita personale: sono solo alcuni dei problemi lamentati dalle due parti all’associazione Domina che ha fornito all’Agi un’anteprima del nuovo rapporto sullo stato di salute del contratto collettivo in uscita tra qualche settimana.  Il datore di lavoro risente della mancanza di competenze amministrative / burocratiche che riguardano il contratto di lavoro, la gestione delle buste paga, il  TFR, i contribuiti, ecc. E lamenta elevati costi di gestione (salario, tasse e contributi, vitto, alloggio, servizi aggiuntivi – telefono, internet, ecc.). Tra le altre cause di disagio colf e badanti denunciano, invece, un eccesso di mansioni, spesso oltre quanto stabilito e che prevedono anche una gestione amministrativa o medica. Ed è proprio su questo, sulle differenze di retribuzione tra le ore di lavoro effettive e quelle denunciate, insieme al mancato versamento di contributi, che vertono la stragrande maggioranza delle cause.

I cinque consigli per mettersi al riparo da vertenze

Il buon esito di un rapporto di lavoro è indispensabile fin dalla sua impostazione. Stipulare un contratto, mettere nero su bianco diritti e doveri del lavoratore, pagare i contributi non solo aiuta a impostare un rapporto di reciproca fiducia ma mette al riparo da possibili vertenze. Ecco cinque consigli per mettersi al riparo da una causa legale, secondo l’avvocato De Luca:
  1.  Capire qual è lo stato di necessità: ho bisogno di una colf? Di una badante? La persona assistita è autosufficiente? La maggior parte delle vertenze riguarda lo sconfinamento da un inquadramento a un altro.
  2. Informarsi e studiare il contratto collettivo, i minimi retributivi, le ferie e la malattia. Nel momento in cui si assume una lavoratrice domestica si diventa datori di lavoro, con tutti gli oneri in capo e quindi gestire il rapporto di lavoro.  
  3. Scrivere un contratto e dichiararlo all’Inps. Il lavoro domestico, per legge, può essere instaurato verbalmente. Ma laddove è chiaro quale sarà la mansione, quali le ferie, cosa succede in caso di malattia, il rapporto tra lavoratore e datore di lavoro è più limpido e franco. 
  4. Fornire la  busta paga: non sono obbligatorie per legge, sebbene il contratto collettivo lo indichi. La busta paga riassume tutte le condizioni economiche del lavoro. In più insieme al contratto garantisce al tutela piena al datore di lavoro. Si ha il dettaglio della malattia, straordinarie, ferie.
  5. Pagare i contributi sull’effettivo orario lavorativo, e non trascurare la Cassa malattia. Il bollettino da pagare che l'Inps invia al datore di lavoro prevede solo i contributi previdenziali, tuttavia il contratto collettivo nazionale prevede all’articolo 52 anche il pagamento della Cassa malattia attraverso i Maf dei contributi previdenziali. Quando la lavoratrice va a richiedere dei rimborsi alla Cassa e non trova i versamenti iniziano i problemi. 

Mai più “colf-fai-da-te-so-tutto-io”

Oltre ai 5 consigli ‘aurei’, è importante non cadere negli errori del “colf-fai-da-te-so’tutto-io”, come lo definisce – con un pizzico di ironia – il blog “Colf in Casa”. Il "colffaidateso’tuttoio", si legge in un post -  ha delle frasi tipiche che compongono il suo schema di pensiero:
  • “Cosa ci vuole a gestire un rapporto con la colf, governante, babysitter? Ci penso io, sono bravo ad usare il computer e internet”.
  • “Posso non fare la busta paga” [esatto, è tecnicamente vero. Ma il calcolo della busta come lo fa, a spanne?]
  • “I contributi si possono calcolare da soli sul sito inps” [dipende che dati di riferimento vengono indicati per il calcolo. Se sbaglia, il conteggio viene errato]
  • “Posso scaricare gratis il contratto da internet” [ci sono fac simili orribili: si serva pure!]
  • “Per le norme e la retribuzione guardo su internet” [ Dove guarda, cosa consulta, sono informazioni aggiornate?]
  • “La comunicazione di denuncia del rapporto all’inps è facile”[ci provi, se ha tempo ed è bravo su internet]
  • “Ci penso io a fare le altre comunicazioni e dichiarazioni”[Urca! Buona fortuna.]
“Nel caso del “colf-fai-da-te” – mette in guardia l’autore del post - è solo questione di capire quanto la bomba esploderà. Perché un ‘esplosione, grande o piccola, ci sarà”.


articolo scritto e pubblicato da Sonia Montrella sul seguente sito:
http://www.agi.it/cronaca/2017/04/10/news/colf_badanti_lavoratori_domestici_cause_legali_sentenze_vertenze-1669070/

mercoledì 31 maggio 2017

E' ora di pagare colf e badanti!


Oggi è 31 maggio e come ogni ogni mese, tutti coloro che hanno assunto un lavoratore domestico, sono tenuti a consegnare la busta paga mensile con il dettaglio delle ore lavorate, delle ore di permesso, degli eventuali giorni di malattia e di ferie.

La busta paga, per essere un documento valido deve essere firmata dal datore di lavoro domestico e dal lavoratore (colf, badante, baby-sitter, giardiniere, governante, etc.).


Conservate le copie di tutte le buste paga anche dopo la chiusura del rapporto di lavoro! Insieme al contratto rappresentano il vostro unico strumento di tutela in caso di vertenze del lavoratore domestico.

venerdì 26 maggio 2017

Lavoro domestico, rimpianti per il voucher nel periodo di prova – di Enrico Bronzo 25 maggio 2017

da IL SOLE 24 ORE








Domina, l’associazione nazionale delle famiglie datori di lavoro domestico, ha diffuso un dossier sul Ccnl e la disciplina del lavoro domestico e le sue prospettive future.

Dal dossier, a cura di Massimo De Luca, legale dell’associazione, emerge in estrema sintesi che «le modifiche al contratto nel 2013 hanno portato con sé benefici sia per i datori di lavoro che per i lavoratori».

Sono circa due milioni le famiglie italiane che ricorrono al lavoro domestico. Per migliorare ancora la situazione Domina chiede di disciplinare il caso del lavoratore che riferisce al datore di possedere dei titoli riconosciuti dallo Stato italiano e idonei a permettergli di aumentare di livello. La domanda è: lo scatto di livello deve essere riconosciuto automaticamente? Basta il possesso di un titolo formativo? Sono tantissimi i casi di questo genere che finiscono in tribunale. «Inoltre - aggiunge De Luca - il fenomeno potrebbe assumere dimensioni esponenziali in futuro se consideriamo che Ebincolf, l'ente bilaterale del Ccnl di categoria, sta provvedendo ad attuare un piano formativo nazionale dei lavoratori domestici, con l'obiettivo di accreditare il percorso formativo».

Sull’inquadramento della baby-sitter Domina propone di eliminare dal livello As - lavoro occasionale in assenza dei genitori con esclusione di qualsiasi prestazione di cura - «i termini occasionalità e saltuarietà, considerato anche che non è più vigente alcuna normativa in merito. In questo modo potremmo assumere tutte le persone addette alle mansioni di babysitting con il livello As, senza porci la questione di autosufficienza del bambino, e

avvicinandoci a dei minimi retributivi inferiori rispetto agli altri livelli.»



Infine « è doveroso un altro intervento di chiarimento per la disciplina relativa al lavoratore “supplementare”, ovvero per colui che copre i giorni di riposo del lavoratore “titolare” assunto a tempo pieno. Per Domina rimane poco chiara la definizione dell’orario lavorativo da indicare nel

contratto in caso di convivenza o meno, come retribuirne il vitto e l'alloggio e le modalità di applicazione degli altri istituti contrattuali.

Infine altri proposte:

- individuare un orario convenzionale di lavoro ai fini dell’assolvimento dell’obbligo contributivo previdenziale per le discontinue prestazioni notturne di cura alla persona e per le prestazioni esclusivamente d'attesa;

- sull'istituto di prova le famiglie lamentano la difficoltà di valutare in 8 giorni di lavoro effettivo se la persona è idonea alle mansioni richieste. Maggiori difficoltà si incontrano se l'assistito è non autosufficiente o disabile: questo problema, secondo le famiglie, poteva essere superato con l'utilizzo dei voucher per il primo mese di lavoro.


http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2017-05-25/lavoro-domestico-rimpianti-il-voucher-periodo-prova-113708.shtml?uuid=AEyuSASB

giovedì 11 maggio 2017

Detrazioni per chi assume colf e badanti

Tutte le famiglie che nel 2016 hanno versato i contributi INPS per la propria colf o la propria badante, possono dedurre le spese sostenute, all'interno della dichiarazione dei redditi 2017.
Se avete assunto lavoratori domestici nel 2016, i contributi versati all’INPS per colf, badanti e baby-sitter si possono dedurre attraverso il modello 730 entro il 24 luglio 2017, oppure attraverso il modello Unico entro il 2 ottobre 2017 (quest'anno il 30 settembre - scadenza naturale per la trasmissione telematica della dichiarazione dei redditi - cade di sabato quindi la scadenza viene prorogata al primo giorno utile).
Le detrazioni per lavoro domestico, ovvero la detrazione dei contributi per colf e badanti nel modello 730/2017 dovrà essere inserita nel rigo E23. Ricordiamo a tutti i datori di lavoro domestico che il limite di spesa deducibile è di 1.549,37 euro, tutti gli importi eccedenti tale cifra non potranno essere dedotti.
Inoltre, per poter usufruire della deduzione, i datori di lavoro di colf e badanti devono aver conservato i bollettini di versamento dei contributi INPS.