mercoledì 22 febbraio 2017

Manca poco alla busta paga!

Come ogni mese è quasi l'ora di preparare la busta paga per colf, badanti e baby-sitter.
Cosa si scrive nella busta paga? Quali sono i dati essenziali che i datori di lavoro domestico devono assolutamente inserire nel documento?
Vediamoli insieme:
dati anagrafici di datore e lavoratore
riepilogo dei dati del contratto di lavoro
voci della retribuzione che determinano il salario
competenze che determinano la paga lorda
trattenute che determinano la paga netta
definizione del superminimo (assorbibile o non assorbibile)
compensi per straordinari e festività
trattenute per oneri previdenziali
quietanza di pagamento
- conferma orario lavorato

sabato 18 febbraio 2017

Pronti per il CUD?

Siete pronti per il CU (ex CUD) per i lavoratori A febbraio c’è una doppia scadenza. Infatti, oltre alla consegna della busta paga mensile, i datori di lavoro domestico sono tenuti a rilasciare una dichiarazione dalla quale risulti l’ammontare complessivo delle somme erogate nel 2016 alla propria colf, badante o baby-sitter.


Perché il datore è tenuto a rilasciare il CU?
La certificazione unica dovrà essere firmata e rilasciata perché è necessaria ai lavoratori domestici per la consegna del 730 e dell’Unico.

Inoltre, il CU potrà essere utilizzato da colf e badanti anche per:
  • predisposizione Isee,
  • richiesta di prestazioni agevolate,
  • accesso ai servizi di pubblica utilità,
  • pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno.

martedì 14 febbraio 2017

venerdì 10 febbraio 2017

La badante deve giustificare le assenze

Avete assunto un lavoratore domestico (colf, badante, baby-sitter, etc.)?

Se si ogni volta che si assenta si deve giustificare.
Così come i genitori sono tenuti a giustificare i propri figli per le assenze a scuola, così le vostre colf e badanti devono giustificare le proprie assenze.



Ci sono due tipologie di assenze:
  1. assenze per malattia
  2. assenze per infortunio (o malattia professionale)


In caso di malattia  il lavoratore domestico deve avvisare tempestivamente il datore di lavoro entro l'orario di d'inizio della prestazione lavorativa e fornire il certificato medico entro il giorno successivo all'inizio della malattia.
In caso di infortunio invece sarà il datore di lavoro a dover effettuare la denuncia di infortunio all'INAIL.


ATTENZIONE: le assenze non giustificate entro il quinto giorno possono essere considerate giusta causa di licenziamento.

lunedì 6 febbraio 2017

Trasferimenti "domestici"

Avete deciso di cambiare casa? Volete trasferirvi in campagna per godere dell'aria pulita e della natura? Avete deciso di trasferirvi al mare perché l'aria ricca di iodio è quello che fa per voi?

Bene! Ma dovete avvertire in tempo il vostro lavoratore domestico. Se, ad esempio, avete assunto una badante o una governante dovrete preavvisarle, per iscritto, almeno 15 giorni prima.
Non è finita!
Ai lavoratori domestici trasferiti devono essere corrisposte, per i primi 15 giorni di assegnazione della nuova sede di lavoro, una diaria pari al 20% della retribuzione globale di fatto; rimborso delle spese di viaggio per se e per i propri effetti personali.

Attenzione: se il lavoratore non accetta di trasferirsi con voi nella nuova casa, dovrete corrispondergli l'indennità sostitutiva del preavviso.

mercoledì 1 febbraio 2017

Come si "inquadra" Mrs. Doubtfire?

Dovete assumere un collaboratore domestico? Sapete già in quale livello dovrà essere inserito? 
Nei mesi passati abbiamo esaminato tutti i livelli di inquadramento previsti dal CCNL sulla disciplina del lavoro domestico. Oggi esamineremo l’ultimo dei 4 livelli previsti: il livello D/DS.

A questo livello appartengono tutti quei collaboratori familiari che, in possesso dei necessari requisiti professionali, ricoprono posizioni di lavoro caratterizzate da:
  • responsabilità;
  • autonomia decisionale;
  • coordinamento.
Se cercate la vostra Mrs. Doubtfire questo è il livello giusto in cui inserirla!
Ecco tutti i profili del livello D:
  1. amministratore dei beni di famiglia;
  2. maggiordomo;
  3. governante;
  4. capo giardiniere;
  5. capo cuoco;
  6. istitutore.
Non ci dimentichiamo del livello D super nel quale troviamo due ulteriori profili:
  1. assistente a persone non autosufficienti;
  2. direttore di casa.

venerdì 27 gennaio 2017

I nuovi contributi INPS per colf e badanti

Informiamo tutti i lettori del blog che l’Istituto di Previdenza Sociale (INPS) ha reso pubblici i contributi 2017 per i lavoratori domestici (colf, badanti, baby-sitter, etc.). I nuovi importi serviranno per i versamenti trimestrali dell'anno. e in caso interruzione del rapporto di lavoro per versare tutti i contributi maturati dal lavoratore fino al momento delle dimissioni o del licenziamento. 

A questo link potete consultare la circolare ufficiale INPS e i coefficienti di ripartizione.

Vi ricordiamo che i contributi variano in base a tre fattori:

  • retribuzione,
  • orario di lavoro,
  • durata del contratto.
ATTENZIONE! Nella circolare l’Inps ha precisato che, per quanto riguarda i casi di regolarizzazione a integrazione di un rapporto di lavoro domestico già denunciato per più di 24 ore a settimana, deve essere mantenuto il calcolo della quarta fascia contributiva (quella riferita all’orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali).

Per dubbi o maggiori informazioni scrivete a studio@studiolegaledl.it

mercoledì 25 gennaio 2017

Lavoro domestico: un'indagine per valorizzare l'impegno delle famiglie

Le famiglie italiane spendono 7 miliardi di Euro l'anno per pagare l'assistenza di badanti, colf e baby-sitter. Ogni famiglia ha le proprie esigenze e lavoratori con nazionalità differenti.
Ma quali sono queste esigenze? Quali le prospettive future? 
E come è cambiato il lavoro domestico nel tempo?

A dare una risposta a queste domande ci stanno provando DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di lavoro domestico e la Fondazione Leone Moressa. L'Associazione e la Fondazione stanno svolgendo un indagine online (nell’ambito del progetto di ricerca “IL VALORE DEL LAVORO DOMESTICO”) per analizzare i cambiamenti nel settore del lavoro domestico e per valorizzare il ruolo economico e sociale delle famiglie.

Tutti i datori di lavoro domestico possono compilare il questionario online in pochi minuti al seguente link: 

venerdì 20 gennaio 2017

Aggiornamento minimi retributivi per colf e badanti

Come ogni anno sono stati resi noti i nuovi minimi retributivi per i lavoratori domestici (colf, badanti e baby-sitter). I nuovi valori, firmati oggi al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dalle parti sindacali e datoriali, decorrono dal 1° gennaio 2017, con effetto retroattivo. Pertanto, la differenza dovuta sulla busta paga di questo mese sarà inserita nella busta paga di Febbraio 2017 con una voce specifica e separata dalla retribuzione mensile.

Di seguito la Tabella valida per l'anno in corso e i valori del vitto e alloggio convenzionale.

Vi ricordiamo che anche i contributi INPS subiranno un  leggero aumento, ma ad oggi, non si conosce ancora il nuovo valore da applicare per l'anno 2017. Normalmente, l'INPS pubblica l’aggiornamento dei contributi da lavoro domestico nei primi giorni del mese di Febbraio.

sabato 14 gennaio 2017

LE FAMIGLIE E IL VALORE DEL LAVORO DOMESTICO

Studio realizzato  da DOMINA e dalla Fondazione Leone Moressa      


Comunicato stampa del 09/01/2017


LE FAMIGLIE E IL VALORE DEL LAVORO DOMESTICO
Quasi 900 mila lavoratori regolari, +42% negli ultimi 8 anni
Un giro d’affari di 7 miliardi l’anno, spesi dalle famiglie datrici di lavoro

L’invecchiamento della popolazione e l’ingresso di molte donne nel mercato del lavoro determinano, da parte delle famiglie italiane, una crescente domanda di servizi di collaborazione domestica, soprattutto badanti.Si tratta di un fenomeno cresciuto enormemente nell’ultimo decennio per far fronte ad una generalizzata diminuzione dell'erogazione dei servizi alla famiglia da parte delle istituzioni pubbliche.
Lo studio, realizzato dalla Fondazione Leone Moressa con DOMINA (Associazione Nazionale Famiglie Datori diLavoro Domestico, firmataria del CCNL sulla disciplina del lavoro domestico), ha l’obiettivo di mettere in evidenza il ruolo del lavoro domestico in Italia, dal punto di vista delle famiglie italiane, sottolineandone l’impatto sociale e quantificando il valore economico generato.

Le dimensioni del fenomeno. Nel 2015 presso le famiglie italiane sono assunti in regola 886.125 lavoratori domestici (57,6% Colf, 42,4% Badanti). Seppur nell’ultimo anno si sia registrato un lieve calo (-2,3%), il numero complessivo è cresciuto mediamente del 42% dal 2007.
L’andamento è stato tuttavia scostante, influenzato fortemente da misure amministrative e normative, in particolare la c.d. sanatoria del 2012[1]. Nel periodo complessivo analizzato (2006-2015), il numero di lavoratori domestici assunti regolarmente è quasi raddoppiato, anche se l’aumento più intenso si è registrato tra il 2006 e il 2009 (+105%). Secondo le stime DOMINA, considerando anche i lavoratori irregolari si supera la soglia di 1 milione di lavoratori domestici, a sostegno delle famiglie.

Prevale l’Est Europa, ma aumentano le italiane (colpa della crisi). Considerando solo le badanti, oltre il 60% delle lavoratrici regolarizzate dalle famiglie italiane proviene dall’Est Europa. Secondo i dati DOMINA, una badante su cinque è rumena (21,1%). Seguono le Italiane, quasi al 20%. Nel 2008 l’Italia era al 9,1% e l’Est Europa al 74,7%. In aumento anche Asia e Africa. Situazione simile anche se in tono minore anche per le Colf: diminuiscono le Colf dell’Est Europa, crescono italiane ed asiatiche.
Per effetto della crisi economica molte donne italiane che prima non lavoravano sono rientrate (o entrate per la prima volta) nel mercato del lavoro, specialmente nel lavoro domestico.

L’impatto economico e sociale. A partire dai dati INPS si può calcolare una spesa delle famiglie di circa 7 miliardi di euro l’anno, di cui 947 milioni in contributi versati allo Stato e 416 milioni in TFR.
Questo genere di rapporti contrattuali non solo permette allo Stato di risparmiare costi di gestione di strutture per l’assistenza, ma permette alle donne autoctone la possibilità di entrare e rimanere nel mercato del lavoro, affidando ad altre persone il compito di risolvere il problema della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.
Considerando i lavoratori domestici irregolari, il volume d’affari e il gettito fiscale potrebbero raddoppiare. Secondo DOMINA, le somme non incassate potrebbero rientrare grazie a politiche fiscali ad hoc a sostegno delle famiglie che assumono un lavoratore domestico.

Le prospettive demografiche. In Italia, nel 2016 la popolazione con almeno 75 anni rappresenta l’11% dell’intera popolazione, valore destinato a crescere al 23% nel 2050 (stime Istat). Questo si traduce in un innalzamento dell’età media della popolazione che, se nel 2015 è pari a 44 anni, nel 2065 arriverà quasi a 50 anni. Mantenendo costanteil rapporto tra badanti e popolazione anziana, per far fronte all’invecchiamento della popolazione nel 2030 il fabbisogno di badanti aumenterà del 25,2% rispetto al 2016.

[1]D.Lgs. n. 109 del 16 Luglio 2012.