venerdì 26 maggio 2017

Lavoro domestico, rimpianti per il voucher nel periodo di prova – di Enrico Bronzo 25 maggio 2017

da IL SOLE 24 ORE








Domina, l’associazione nazionale delle famiglie datori di lavoro domestico, ha diffuso un dossier sul Ccnl e la disciplina del lavoro domestico e le sue prospettive future.

Dal dossier, a cura di Massimo De Luca, legale dell’associazione, emerge in estrema sintesi che «le modifiche al contratto nel 2013 hanno portato con sé benefici sia per i datori di lavoro che per i lavoratori».

Sono circa due milioni le famiglie italiane che ricorrono al lavoro domestico. Per migliorare ancora la situazione Domina chiede di disciplinare il caso del lavoratore che riferisce al datore di possedere dei titoli riconosciuti dallo Stato italiano e idonei a permettergli di aumentare di livello. La domanda è: lo scatto di livello deve essere riconosciuto automaticamente? Basta il possesso di un titolo formativo? Sono tantissimi i casi di questo genere che finiscono in tribunale. «Inoltre - aggiunge De Luca - il fenomeno potrebbe assumere dimensioni esponenziali in futuro se consideriamo che Ebincolf, l'ente bilaterale del Ccnl di categoria, sta provvedendo ad attuare un piano formativo nazionale dei lavoratori domestici, con l'obiettivo di accreditare il percorso formativo».

Sull’inquadramento della baby-sitter Domina propone di eliminare dal livello As - lavoro occasionale in assenza dei genitori con esclusione di qualsiasi prestazione di cura - «i termini occasionalità e saltuarietà, considerato anche che non è più vigente alcuna normativa in merito. In questo modo potremmo assumere tutte le persone addette alle mansioni di babysitting con il livello As, senza porci la questione di autosufficienza del bambino, e

avvicinandoci a dei minimi retributivi inferiori rispetto agli altri livelli.»



Infine « è doveroso un altro intervento di chiarimento per la disciplina relativa al lavoratore “supplementare”, ovvero per colui che copre i giorni di riposo del lavoratore “titolare” assunto a tempo pieno. Per Domina rimane poco chiara la definizione dell’orario lavorativo da indicare nel

contratto in caso di convivenza o meno, come retribuirne il vitto e l'alloggio e le modalità di applicazione degli altri istituti contrattuali.

Infine altri proposte:

- individuare un orario convenzionale di lavoro ai fini dell’assolvimento dell’obbligo contributivo previdenziale per le discontinue prestazioni notturne di cura alla persona e per le prestazioni esclusivamente d'attesa;

- sull'istituto di prova le famiglie lamentano la difficoltà di valutare in 8 giorni di lavoro effettivo se la persona è idonea alle mansioni richieste. Maggiori difficoltà si incontrano se l'assistito è non autosufficiente o disabile: questo problema, secondo le famiglie, poteva essere superato con l'utilizzo dei voucher per il primo mese di lavoro.


http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2017-05-25/lavoro-domestico-rimpianti-il-voucher-periodo-prova-113708.shtml?uuid=AEyuSASB